DELL' ESTETICA
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Sviluppare il proprio business secondo un alto grado di qualità
estetica è oggi irrinunciabile.Ogni cliente in qualsiasi mercato
che si dimostri abbondante non si limita a considerare i Non si acquista un abito, bensì il piacere di indossarlo prodotti
che risolvono i problemi, ma tende a circondarsi anche di prodotti
che appagano il suo gusto estetico.Il bello attrae, crea dei modelli, invita all’emulazione, aiuta la crescita di chi lo persegue, influenza le percezioni. Possediamo innumerevoli esempi di prodotti considerati superiori ad altri proprio in virtù del loro maggiore contenuto estetico. L’estetica è quindi in grado di influenzare la percezione della qualità? Certamente sì. In condizioni di mercato affollate diventa così strategica
l’importanza dell’excited probe marketing, il marketing delle sonde eccitate, la capacità dell’azienda di attivare i sensori estetici ed emozionali dei propri clienti. Non limitiamo in ogni modo il concetto estetico alla sola e semplice forma del prodotto. Eccitare le sonde del cliente coinvolge tutti i produttori d’estetica dell’impresa. Quante fonti di produzione di “bellezza” vi sono
nell' azienda? Molte certamente! Il viaggio sensoriale che il cliente fa all’interno dell’ azienda parte da lontano, dal marchio per passare attraverso il design dei prodotti, il packaging, i cataloghi, i documenti di contatto con i clienti, la funzionalità degli uffici, le auto aziendali, gli stand in fiera, lo stile di vita pubblica dei suoi funzionari e dei suoi venditori. Il cliente appaga il suo senso estetico in ognuno di questi contatti ed il piacere crescente che ne ricava lo porta a scegliere ed acquistare i nostri prodotti. L’estetica è un fenomeno di cultura d’impresa che genera una massa critica positiva in grado di favorirne lo sviluppo. Più forte sarà il contenuto estetico con cui
l’azienda si propone al mercato e più forte sarà l’attrazione del cliente verso i suoi prodotti.Il cliente giudica e acquista un prodotto in funzione del Valore che lo stesso è in grado di creare, ma che cos’è il Valore? Intendiamo per Valore di un prodotto il rapporto tra la qualità percepita ed il suo prezzo, ecco che allora il prodotto esce dalla sua dimensione materiale per diventare una immagine mentale ed acquista una dimensione di Valore in funzione della sua capacità di eccitare e soddisfare le emozioni
del cliente. Mai come in questi anni stiamo vedendo la debolezza emozionale della tecnologia. La tecnologia rende rapidamente obsoleto ogni prodotto. I domini tecnologici durano sempre meno, i monopoli scompaiono e cresce nell’ impresa l’ansia del nuovo, l’ansia di restare sulla cresta dell’onda, l’ansia della visibilità. L’estetica, invece, è in grado di creare patine protettive al Valore e ne rallenta il decadimento. Il cliente fedele è sempre più un miraggio, le luci sfavillanti dell’offerta ammaliano ed invitano da ogni direzione. Le insegne luminose del Valore sostituiscono i cartelloni pubblicitari del Prodotto.
I criteri di valutazione del Valore diventano sempre più slegati dalle caratteristiche tecniche del prodotto, le scelte d’acquisto diventano sempre più legate all’ occasionalità ed aumenta la quantità di decisione estetica.
Valore ed estetica, quale il limite? Difficile da identificare, difficile l’interpretazione dello scenario emozionale del mercato. Diventa così strategica la rapidità di risposta; se non ti muovi tu lo farà qualcun altro. I necrologi del business sono pieni di pianificatori che hanno preferito aspettare. Se non produci
innovazione tu, la produrranno gli altri con il risultato della tua recessione, sconfitta. La crescente cultura del cliente, la velocità e la quantità delle comunicazioni, la dimensione dell’ offerta hanno mutato le parole chiave del marketing. Prodotto, Prezzo, Promozione, Pubblicità, non bastano più.
Non si acquista un abito, bensì il piacere di indossarlo. Piacere. Oro, incenso e mirra.